
Elio Marchegiani nasce a Siracusa il 2 settembre 1929 da genitori siciliani. Pittore e scultore la cui produzione si inscrive in un ambito di ricerca di matrice concettuale e in una costante sperimentazione di varie materie, nel pensiero fondamentale tra Arte e Scienza dove la tecnologia possa decantarsi, trasformandosi in Poesia. Una costante ricerca e non la sola ripetitività di un’unica Idea. Fare per far pensare è il logo costante del suo operare insieme a: l’Arte è una scienza esatta che ha avuto la fortuna di non esserlo = più conosco più posso trasgredire.
Protagonista di molte stagioni d’avanguardia artistica, ha esordito alla Galleria Giraldi di Livorno nel 1958 con l’Informale. Nel ’66 espone alla Galleria Apollinaire di Milano e all’Obelisco di Roma opere con oggetti - ready made - tecnologia con una costante tensione ironico-trasgressiva. Tra gli anni ’60 e ’70 ha prodotto opere importanti, strettamente legate ai linguaggi artistici più innovativi. Dalla programmazione cinetica alla visionarietà pop, dalle gomme che vivono come una vera e propria pelle umana alle note grammature di colore (dal 1973) che si propongono come una sintesi astratto geometrica dell’affresco italiano e sono un costante riferimento di ricerca che l’artista considera obbligatorio nel suo fare creativo e che lo hanno proiettato nell’ambito della “pittura analitica”, vedi il volume della fondazione VAF “Pittura analitica” Silvana editoriale, 2008. Grammature di colore sono presenti in molte collezioni private e pubbliche: collezione MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, collezione Intesa San Paolo delle Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano, nel Museo del 900 di Milano, alla Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea di Roma, nelle sale del ‘900, nella Collezione d’Arte alla Farnesina, Ministero degli Affari Esteri, Roma dal 2004; nella collezione dell’Ambasciata d’Italia a San Marino dal 2006. Nella nuova edizione di Bag, il progetto della Bocconi per la promozione dell’arte contemporanea, 2013, La grande scacchiera - Partita a scacchi con Duchamp, 1976 (Scacchi bianchi in intonaco e neri in ardesia - aste verticali in affresco ed encausto, cm 1500x300) è entrata a far parte della collezione Bocconi Art Gallery di Milano.
Sono degli anni ’80 e ’90 le opere con cristalli vetri dicroici. Le ultime opere “in progress” 2000-2014 sono piene di riferimenti naturalistici, vedi la straordinaria installazione “Alla ricerca del pianeta” dove tassidermia, enciclopedismo ed ironia convergono nel risultato metaforico di una scimmia che cerca una nuova Terra attraverso un antico cannocchiale telescopico; tutto parla di una grande fantasia imbrigliata in un linguaggio artistico sempre mutevole ed al contempo costantemente caratterizzato da forti intenti metaforici e morali. Dalla fine del secolo ad oggi, la sua attività è rivolta con opere tridimensionali ed ambientali; continua la ricerca aggiungendo alle grammature il titolo natura e grammature dove l‘attenzione è volta a tutto ciò che sta scomparendo sul pianeta, dedicando un’attenzione maggiore al mondo esterno, nella costante convinzione che l’artista debba “raccontare” anche la propria epoca. Ha esposto in molti spazi pubblici e privati con l’entusiasmo di produrre sempre ciò che il preciso momento storico richiedeva.
Medaglia D’Oro alla Biennale di San Marino 1967 è stato invitato alle Biennali di Venezia del 1968,1972,1986. La Pinacoteca Comunale della città di Marsala gli ha dedicato una Sala ove sono esposte le opere donate a suo tempo; altre si trovano in Musei e in collezioni private nazionali ed internazionali.
Ha vissuto ed operato a Livorno, Roma, Bologna e Milano. Vive oggi a Pianoro. La monografia “Linee di produzione” Edizioni Carte Segrete (545 pagine) del 2007, eseguita con preziosa cura da Carola Pandolfo, racchiude 50 anni di vita ed attività dell’artista.